Pescara senza un Sindaco e senza Amministrazione

Masci spacca un centro destra già in frantumi prima ancora di iniziare a governare.

Pescara, 22 giugno 2019 – A quasi un mese dalla chiusura delle urne, il centrodestra vincente al primo turno si trova già in panne, incapace persino di nominare una giunta comunale.

Purtroppo non siamo sorpresi perché questa è la destra al governo: un’accozzaglia di partiti grandi e piccoli e finte liste civiche che portano al tavolo solo pretese, minacce, personalismi, spartizioni di poltrone, più interessati agli appetiti di potere che a trovare i migliori elementi per guidare la città più grande e importante d’Abruzzo“, denuncia la consigliera del M5S Pescara Erika Alessandrini.

Basta infatti guardarsi intorno per vedere cosa succede con il centrodestra al governo, incapace di stare insieme. A Teramo il Sindaco Brucchi è caduto al termine di una lotta estenuante e intestina con i partiti della sua coalizione. A Chieti sono fresche le dimissioni del Sindaco per i medesimi motivi.

Non meno facile è la vita amministrativa del Sindaco Biondi a L’Aquila, dimessosi anche lui tempo fa, per poi ritirare le dimissioni a fronte di rimpasti di giunta utili a mantenere solo equilibri politici interni.

A Pescara, stesso copione, con l’aggravante di un sindaco capace di dividere ancor più una coalizione già frammentata, composta da partiti al cui interno si gioca al tutti contro tutti. In queste settimane sui giornali questi erano i titoli e i toni:

– “Vogliamo 4 Assessorati e la Presidenza del Consiglio Comunale” (Lega).

– “Vogliamo tre assessorati” (Forza Italia).

– “Vogliamo 2 Assessorati per due uomini” (Fratelli d’Italia).

– “Vogliamo un assessorato” (Lista civica Pescara Futura) ed addirittura “O abbiamo un assessorato o passiamo all’opposizione” (UDC).

E persino un “Datemi la poltrona di capo di gabinetto”. Per poi scoprire che i consiglieri comunali appena eletti non possono svolgere tale ruolo (Lista civica Amare Pescara).

Fino ad arrivare a quello che voleva essere un ultimatum di Masci, che dichiarava che avrebbe nominato la sua giunta entro sabato e che invece è rimasto un grido nel vuoto che lo ha lasciato con un pugno di mosche in mano e un tavolo delle trattative a pezzi.

Masci si sta dimostrando un sindaco incapace ancor prima di iniziare a governare – continua la consigliera M5S Erika Alessandrini – Incapace di tenere unita la sua stessa coalizione, visto che su tutti i giornali abbiamo letto addirittura che il principale partito ha abbandonato il tavolo delle trattative. Un sindaco passacarte che non è in grado né di imporre la propria visione e le proprie volontà né di dare seguito agli appetiti dei partiti piuttosto che alle richieste impellenti di una città abbandonata a se stessa“.

Come fu per il centrosinistra, vittima delle richieste “di famiglia” che fu costretto a nominare una diciannovenne senza alcuna esperienza pur di cominciare a governare con una maggioranza, oggi la città resta immobile, vittima dei meccanismi delle restituzioni elettorali, prive di ogni principio di meritocrazia e preparazione, che “premia” come fosse una lotteria i portatori di voti, svuotando di rappresentatività il Consiglio comunale per il meccanismo delle nomine ad assessori che costringono alle dimissioni da consigliere.

Se fosse andato al ballottaggio – conclude Erika Alessandrini – il M5S avrebbe dichiarato la sua giunta prima del secondo turno di voto, a dimostrazione della serietà e della capacità di governare in libertà la propria città. Invece assistiamo tristemente a questi teatrini stucchevoli. Se questo è l’inizio, purtroppo saranno anni bui per la nostra città. Il centrodestra non è in grado nemmeno di darsi una giunta, che dovrebbe essere il più facile degli atti di una maggioranza, specie con l’entusiasmo di una vittoria al primo turno. Se accade tutto questo senza aver nemmeno cominciato, cosa potrà accadere per il bilancio o per le opere pubbliche o per una variante al piano regolatore? Magari Masci potrebbe farsi aiutare anche nel formare la giunta dall’intelligenza artificiale, che durante la campagna elettorale è stata da lui proposta come la panacea di tutti i mali“.