Parcheggi Strada Parco: Masci è riuscito a fare peggio del PD

Pescara, 5 Luglio 2019 – No alle auto parcheggiate sulla Strada Parco per l’estate. I consiglieri del M5S Alessandrini, Sola, Lettere e Di Renzo condannano la scelta fatta dalla mezza giunta del mezzo sindaco Carlo Masci di riproporre nuovamente i parcheggi sulla Strada Parco. 
<Cambiano le maggioranze e i sindaci ma l’inadeguatezza al governo rimane la stessa. Quella che il centrodestra ha definito come un’esigenza del territorio e dei cittadini> commenta la capogruppo del Movimento 5 Stelle Erika Alessandrini <è solo la chiara testimonianza dell’incapacità di trovare soluzioni per un problema che ogni estate si ripropone puntualmente e che viene sempre trattato come un’emergenza da gestire a scapito di tutti coloro che abitualmente utilizzano la Strada Parco per muoversi a piedi o in bicicletta e che rendono quella parte di corridoio verde una vera e propria piazza lineare cittadina>. 


Una scelta che ha sempre visto la ferma contrarietà del M5s anche negli anni passati quando a governare la città c’erano il PD e la sinistra.


<Destra e sinistra, due facce della stessa medaglia. In campagna elettorale si riempiono la bocca citando – come fossero dei pappagalli – le tematiche ambientali, la mobilità sostenibile, le necessità di sviluppo del trasporto pubblico per creare alternative all’uso del mezzo privato, citando esempi virtuosi di paesi stranieri in cui l’automobile ormai è praticamente bandita, salvo poi essere eletti e fare l’esatto contrario, tra l’altro anche a scapito delle casse comunali. I parcheggi sulla Strada Parco infatti prevedono addirittura prezzi più bassi di quelli degli anni passati, proprio facendo l’errore di incentivare ancora di più i cittadini e i turisti a prendere l’auto privata, piuttosto che usare la bici o i mezzi pubblici, intasando di traffico e smog la riviera e l’unico asse pedonale di cui dispone la nostra città e nel quale il Piano Regolatore vieta l’uso delle auto private. Il M5S ribadisce che solo con un vero e proprio piano della mobilità estiva e con bus navetta gratuiti che muovano dal parcheggio dell’area di risulta e con la strada parco a disposizione di tutti coloro che vogliono andare al mare in bici si può risolvere il problema, ma Masci e l’assessore fantasma alla mobilità sembra facciano a gara con il PD a chi fa peggio. Quando a chi governa mancano le idee – oltre che gli assessori – la tanto sbandierata “Città del futuro” sembra sempre di più, purtroppo, solo l’esatta copia di quella appena passata>.

Tasse e multe non pagate, con l’intervento del M5S sarà più facile mettersi in regola.

L’emendamento del M5S Pescara approvato ieri in Consiglio Comunale

Pescara, 2 Luglio 2019 – Alle 23,30 di ieri sera si è chiuso il primo Consiglio Comunale dell’era Masci, appena in tempo per non negare ai pescaresi un diritto spettante a tutti gli altri cittadini italiani.

Il Sindaco Masci è stato infatti costretto ad anticipare di una settimana il consiglio comunale, inizialmente previsto per l’8 luglio, per non far perdere l’opportunità di fruire delle agevolazioni del decreto “Crescita” del Governo Conte. Con l’approvazione all’unanimità della delibera sulla rateizzazione delle tasse e multe non pagate, ora anche i cittadini pescaresi hanno la possibilità di regolarizzare la loro posizione debitoria nei confronti del Comune. Possibilità ampliata grazie anche alla modifica alla delibera apportata da un emendamento del gruppo consiliare del M5S, votato anch’esso da tutta l’aula, che permetterà di “diluire” la rateizzazione in 18 rate anziché 10 come originariamente previsto dalla proposta Masci.

“Siamo contenti che per un attimo la maggioranza sia tornata a pensare alla città e non a se stessa” commentano i consiglieri Alessandrini, Sola, Lettere e Di Renzo, “sfruttando le opportunità che il governo nazionale sta offrendo agli italiani. Il nostro gruppo consiliare, con il sostegno dell’intero consiglio comunale, ha inoltre riconosciuto ai pescaresi la possibilità di aumentare la rateizzazione e ammortizzare meglio il peso delle tasse non pagate, permettendo ai debitori di saldare il proprio debito e al Comune di incassare preziose risorse per sostenere i servizi alla collettività.”

Approvato il decreto Lirica, più tutele ai lavoratori dello spettacolo.

Per la prima volta in Italia mettiamo fine al ricorso illimitato ai contratti a tempo determinato per i lavoratori delle Fondazioni lirico-sinfoniche. Per decenni non è stato così. Il risultato? Abusi e discriminazioni. Orchestrali, ballerini, fonici, personale tecnico-amministrativo delle Fondazioni è stato assunto, quasi sempre, solo con contratti a tempo determinato, senza prevedere un limite massimo al ricorso a questo strumento contrattuale.

La conseguenza è stata condannare centinaia di persone alla precarietà, negando loro diritti. In Italia, per anni il personale delle Fondazioni lirico-sinfoniche sono stati esclusi, infatti, dall’apparato di tutele previste nel nostro ordinamento giuridico per i dipendenti di altre categorie produttive, creando lavoratori di serie A e lavoratori di serie B. Abbiamo deciso di mettere ordine, estendendo anche a loro diritti e tutele in caso di assunzione a tempo determinato, prevedendo limiti precisi alla loro applicazione, per prevenire abusi ed evitare un ricorso ingiustificato a questo genere di contratti. In passato pure la Corte di Giustizia europea è intervenuta su questo tema con una sentenza definendo “il ricorso a questi contratti senza un termine massimo un abuso ai danni dei lavoratori” proprio perché “creava discriminazione rispetto all’uso consentito in altri settori di attività”. Ieri sera in Consiglio dei Ministri abbiamo messo la parola fine a questa ingiustizia.

Grazie all’approvazione del decreto Lirica, proposto dal Mibac, si impone per la prima volta un tetto massimo alla durata dei contratti a tempo determinato per il personale degli enti lirico-sinfonici. D’ora in avanti potranno essere stipulati per un massimo di 48 mesi, anche non continuativi. Si tratta di una deroga al decreto Dignità, possibile per la peculiarità del lavoro svolto da violinisti, orchestrali, ballerini o fonici. Un ringraziamento speciale va a Luigi Di Maio e allo staff del ministero del Lavoro, ai consiglieri e allo staff del Mibac. È un risultato importante che rende giustizia ai lavoratori dimenticati per anni e che disciplina in modo omogeneo il ricorso ai contratti a tempo per la categoria, che dovrebbero essere un’eccezione non la regola o l’unica forma contrattuale con cui assumere il personale

Paolo Sola: “Un sindaco prigioniero ridotto a comparsa”

Pescara, 24 giugno 2019 – “Un mese esatto dopo le elezioni è questa la situazione che si ritrova a vivere la città di Pescara: un sindaco in balìa della sua coalizione che, giorno dopo giorno, deve fare i conti con le pretese sempre più stringenti dei partiti di maggioranza. E i conti non tornano”, denuncia il consigliere del M5S Pescara Paolo Sola.

Siamo passati dal leggere sui giornali di ipotesi grottesche, come quella di partire con una bizzarra mini giunta – ricorda il consigliere M5S – all’ascoltare boriose dichiarazioni da parte della Lega, in cui si parla del sindaco come di una comparsa che non può pensare di avere voce in capitolo nel decidere nomi ed incarichi all’interno della giunta. Da parte sua Masci non fa nulla per smentire o riabilitare il suo ruolo, avendo già mancato la promessa con cui si impegnava ad imporre una sua decisione entro sabato scorso, in assenza di un accordo che ad oggi tarda ancora ad arrivare”.

Chissà che non finisca col dover prendere spunto da quanto fatto dal PD all’alba dell’ultima campagna elettorale – continua Paolo Sola – dovendo ricorrere ad appositi commissari da Roma, interpellati in quel caso per la scelta del candidato sindaco, e che in questo potrebbero intervenire per imporre dall’alto le gerarchie lì dove le capacità di Masci stanno fallendo”.

E intanto le problematiche della città, che in campagna elettorale sembravano tanto impellenti e improrogabili, restano in attesa di interventi e programmazione – conclude il consigliere – Una situazione che, sin dagli albori, non lascia presagire nulla di buono se non anni di battibecchi, all’interno della stessa maggioranza ancor prima che del Consiglio Comunale. Nel frattempo il 27 giugno scadrà il termine perentorio di 10 giorni dalla proclamazione degli eletti per convocare (entro i successivi 10 giorni) la prima seduta del Consiglio. Il tempo scorre, e le manette intorno ai polsi fanno sempre più male”.

Masci vittima delle sue scelte e delle ingorde richieste dei partiti della sua coalizione

Giampiero Lettere (M5S Pescara): Masci vittima delle sue scelte e delle ingorde richieste dei partiti della sua coalizione

Pescara, 23 giugno 2019 – “Dopo i preannunciati e ovvi contrasti tra le troppe anime del centrodestra, Masci rimane vittima di se stesso e delle ingorde richieste dei partiti della sua stessa coalizione nominando, a distanza di un mese dalle elezioni, appena il 20% della Giunta. Ottenendo tra l’altro anche il rifiuto di Seccia, fino a qualche giorno fa assessore in pectore di Forza Italia”, denuncia il consigliere del M5S Pescara Giampiero Lettere.

“Il sindaco Masci avrà il coraggio di convocare una Giunta a tre?”, chiede Giampiero Lettere.

“Quella che stiamo vedendo è un’amministrazione che si crea per “stati di avanzamento” come se fosse un cantiere in stallo perché senza progetto e con un direttore dei lavori incapace, dove i cittadini rimangono i soli a pagarne le spese. A un mese dalle elezioni fuori dalla porta della sala Giunta c’è ancora il cartello Lavori in corso”, conclude il consigliere del M5S Pescara.

Pescara senza un Sindaco e senza Amministrazione

Masci spacca un centro destra già in frantumi prima ancora di iniziare a governare.

Pescara, 22 giugno 2019 – A quasi un mese dalla chiusura delle urne, il centrodestra vincente al primo turno si trova già in panne, incapace persino di nominare una giunta comunale.

Purtroppo non siamo sorpresi perché questa è la destra al governo: un’accozzaglia di partiti grandi e piccoli e finte liste civiche che portano al tavolo solo pretese, minacce, personalismi, spartizioni di poltrone, più interessati agli appetiti di potere che a trovare i migliori elementi per guidare la città più grande e importante d’Abruzzo“, denuncia la consigliera del M5S Pescara Erika Alessandrini.

Basta infatti guardarsi intorno per vedere cosa succede con il centrodestra al governo, incapace di stare insieme. A Teramo il Sindaco Brucchi è caduto al termine di una lotta estenuante e intestina con i partiti della sua coalizione. A Chieti sono fresche le dimissioni del Sindaco per i medesimi motivi.

Non meno facile è la vita amministrativa del Sindaco Biondi a L’Aquila, dimessosi anche lui tempo fa, per poi ritirare le dimissioni a fronte di rimpasti di giunta utili a mantenere solo equilibri politici interni.

A Pescara, stesso copione, con l’aggravante di un sindaco capace di dividere ancor più una coalizione già frammentata, composta da partiti al cui interno si gioca al tutti contro tutti. In queste settimane sui giornali questi erano i titoli e i toni:

– “Vogliamo 4 Assessorati e la Presidenza del Consiglio Comunale” (Lega).

– “Vogliamo tre assessorati” (Forza Italia).

– “Vogliamo 2 Assessorati per due uomini” (Fratelli d’Italia).

– “Vogliamo un assessorato” (Lista civica Pescara Futura) ed addirittura “O abbiamo un assessorato o passiamo all’opposizione” (UDC).

E persino un “Datemi la poltrona di capo di gabinetto”. Per poi scoprire che i consiglieri comunali appena eletti non possono svolgere tale ruolo (Lista civica Amare Pescara).

Fino ad arrivare a quello che voleva essere un ultimatum di Masci, che dichiarava che avrebbe nominato la sua giunta entro sabato e che invece è rimasto un grido nel vuoto che lo ha lasciato con un pugno di mosche in mano e un tavolo delle trattative a pezzi.

Masci si sta dimostrando un sindaco incapace ancor prima di iniziare a governare – continua la consigliera M5S Erika Alessandrini – Incapace di tenere unita la sua stessa coalizione, visto che su tutti i giornali abbiamo letto addirittura che il principale partito ha abbandonato il tavolo delle trattative. Un sindaco passacarte che non è in grado né di imporre la propria visione e le proprie volontà né di dare seguito agli appetiti dei partiti piuttosto che alle richieste impellenti di una città abbandonata a se stessa“.

Come fu per il centrosinistra, vittima delle richieste “di famiglia” che fu costretto a nominare una diciannovenne senza alcuna esperienza pur di cominciare a governare con una maggioranza, oggi la città resta immobile, vittima dei meccanismi delle restituzioni elettorali, prive di ogni principio di meritocrazia e preparazione, che “premia” come fosse una lotteria i portatori di voti, svuotando di rappresentatività il Consiglio comunale per il meccanismo delle nomine ad assessori che costringono alle dimissioni da consigliere.

Se fosse andato al ballottaggio – conclude Erika Alessandrini – il M5S avrebbe dichiarato la sua giunta prima del secondo turno di voto, a dimostrazione della serietà e della capacità di governare in libertà la propria città. Invece assistiamo tristemente a questi teatrini stucchevoli. Se questo è l’inizio, purtroppo saranno anni bui per la nostra città. Il centrodestra non è in grado nemmeno di darsi una giunta, che dovrebbe essere il più facile degli atti di una maggioranza, specie con l’entusiasmo di una vittoria al primo turno. Se accade tutto questo senza aver nemmeno cominciato, cosa potrà accadere per il bilancio o per le opere pubbliche o per una variante al piano regolatore? Magari Masci potrebbe farsi aiutare anche nel formare la giunta dall’intelligenza artificiale, che durante la campagna elettorale è stata da lui proposta come la panacea di tutti i mali“.

Il primo giorno del neo Sindaco Masci: Copiare il programma del M5S.

“Dopo una campagna di soli slogan, ci fa piacere che il centrodestra proponga di attuare le nostre soluzioni”, commenta la consigliera M5S Erika Alessandrini.

Pescara, 6 giugno 2019 – “Ci fa piacere constatare dalla stampa che il neo sindaco Carlo Masci abbia deciso, come primo atto, di fare esattamente quanto previsto nel programma elettorale del Movimento 5 Stelle sul mercatino etnico – commenta la consigliera M5S Pescara Erika Alessandrini – Il MoVimento 5 Stelle è stato l’unico ad avere una chiara visione della soluzione e a proporla durante la campagna elettorale, a differenza di tutte le altre coalizioni che si sono limitate, in modo sterile, a difendere il loro operato – da sinistra – e a sventolare slogan di immediata chiusura – da destra – anche con alcuni leghisti e membri della coalizione che tiravano il freno a mano preoccupandosi della Corte dei ContiSolo il M5S ha concretamente proposto che quel sottopassaggio fosse ricondotto all’uso che gli è proprio: la circolazione delle auto, proprio attraverso quel sottopassaggio, consentirebbe di snellire il traffico intenso di un’area cruciale della città, che rende invivibile la zona di via Enzo Ferrari e dintorni, specie dopo l’apertura del nuovo ponte Flaiano, con gravi ripercussioni sull’inquinamento e quindi sulla salute pubblica. Dopo una campagna di soli slogan, ci fa piacere che il centrodestra proponga di attuare le nostre soluzioni. Non ci importa della paternità delle idee ma che si faccia bene per la nostra città”.

Per la prima volta oggi abbiamo letto anche di previsioni di abbattimenti, parola che solo il MoVimento ha avuto il coraggio di pronunciare durante la campagna elettorale – continua la consigliera del M5S Pescara Erika Alessandrini – Ma gli abbattimenti e la riqualificazione non partano dal lungomare, a pochi metri dalle residenze sindacali, ma da dove c’è più bisogno: dalle incompiute dei palazzi Clerico di via Tavo a Rancitelli, dal “Ferro di Cavallo”, centrale dello spaccio della città”.

Non abbiamo letto, invece, nelle parole del sindaco Masci conferme ad altre sue mirabolanti promesse di campagna elettorale come: il calendario estivo organizzato con le associazioni di categoria degli albergatori e dei commercianti, i droni in volo per l’immediata sicurezza sulla città o il taglio delle tasse anche in situazione di predissesto. Quello che, invece, si vede chiaramente dal primo giorno è quanto ci aspettavamo: troppi galli nel pollaio che già si beccano l’un l’altro pur di avere una sedia da assessore. Conferenze stampa quotidiane di pretesa delle poltrone da ciascuna lista della coalizione, senza uno straccio di riferimento alla meritocrazia o alle competenze dei singoli. Le solite logiche di spartizione elettorale continuano ad imperare come nel passato, sia più recente che più lontano, alla faccia dello slogan ‘insieme verso il futuro’”, conclude la consigliera Erika Alessandrini.

Il M5S incontra i comitati Strada Parco: Si ad un vero corridoio verde

Una strada veramente parco: i consiglieri comunali M5S con i comitati di cittadini per discutere tracciati alternativi per la filovia e fare luce su appalti e finanziamenti.

Pescara, 4 giugno 2019 – Il nuovo gruppo consiliare del MoVimento 5 Stelle Pescara si è presentato alla città nella sua prima uscita pubblica incontrando nel tardo pomeriggio di ieri i comitati a difesa della strada parco per continuare l’azione intrapresa in questi anni a tutela della più grande piazza della città, uno spazio vivibile di circa tre ettari che collega via Leopoldo Muzii alla zona Naiadi, nel quale muoversi in sicurezza, socializzare e praticare sport all’aria aperta.

I consiglieri Erika AlessandriniPaolo SolaMassimo Di Renzo e Giampiero Lettere si sono presentati ai comitati cittadini “Utenti Strada Parco” e “Oltre il gazebo – NO filovia” discutendo alcune ipotesi di delocalizzazione del tracciato filoviario e avviando un percorso mai messo in campo dalle altre forze politiche in tutti questi anni: un percorso che fornisca valide alternative ad un progetto che sembra ridotto più a un puntiglio che ad una reale strategia per la mobilità sostenibile.

La città si è riappropriata di uno spazio fondamentale per la mobilità ciclistica e pedonale ed è impensabile continuare a persistere nel ritenere la strada parco l’unico asse su cui impiantare il primo tratto della filovia – ha dichiarato la consigliera Erika Alessandrini – ci sono alternative percorribili e già in passato per altri lotti, come quello che collegherà la stazione centrale all’aeroporto, sono state proposte modifiche al tracciato. Fu proprio il centrodestra a parlare di spostamento della filovia dal corridoio verde Pescara-Fontanelle sulla Tiburtina, in ambiente senza corsia riservata. La filovia sulla strada parco è il simbolo della cecità politica di destra e sinistra che hanno perso 30 anni e buttato milioni di euro per fare in modo che tutto rimanesse fermo e uguale a sé stesso. È ora di mettere in campo delle alternative serie e noi vogliamo farlo con i comitati e con i cittadini, ascoltando la voce della città, non di lobby partitiche capaci solo di sprecare soldi pubblici“.

Per noi la fase di ascolto e partecipazione accompagna sempre la ricerca della soluzione ai problemi della città – ha commentato il consigliere Paolo Sola – Vogliamo evitare lo sperpero di denaro pubblico valutando tutti gli interessi in gioco. Fino ad oggi abbiamo visto soltanto un atteggiamento di chiusura da parte della politica, che ha sempre ignorato le richieste dei cittadini o addirittura utilizzato la forza pubblica per sgomberare i banchetti e i presidi dei residenti, come avvenuto nel 2010”.

La città ha bisogno di infrastrutture per la mobilità sostenibile ma anche di spazi verdi e aggregativi – ha aggiunto il consigliere Massimo Di Renzo – Non possiamo permetterci di porre in competizione e alternativa le azioni per l’ambiente. La filovia va fatta senza ridurre la fruibilità della strada parco”.

 “Attraverso i parlamentari e i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle – ha concluso il consigliere Giampiero Lettere – vogliamo fare luce su un appalto e sui finanziamenti ancora da erogare. Quest’opera più va avanti e più mostra lacune e contraddizioni. Non possiamo permetterci di sperperare denaro pubblico facendo un doppio danno alla città attivando una filovia non efficiente e sottraendo ai cittadini uno spazio di vita così importante”.