Urbanistica

URBANISTICA

Riteniamo necessario avviare la redazione di un Masterplan della Nuova Pescara di integrazione degli strumenti urbanistici e dare seguito ai protocolli sottoscritti negli anni precedenti, ma rimasti lettera morta, per l’integrazione e la complementarietà dei servizi dell’area metropolitana, favorendo la coesione territoriale in particolare sulle tematiche della mobilità e delle infrastrutture, dei servizi territoriali (sanitari, della sicurezza, dell’istruzione, ecc.) delle aree produttive (industriali, artigianali, commerciali), anche attraverso la creazione di agenzie o strutture amministrative consortili.

Tra le azioni più importanti che occorre realizzare:

  • Consumo di suolo zero: è necessario fermare il consumo di suolo, invertendo il processo in atto da decenni e andando a recuperare spazi nella città non utilizzati ristabilendone il valore naturale, sia sotto il profilo bioclimatico, che della permeabilità dei suoli e della gestione delle acque, vero problema di alcune zone della città di Pescara;
  • Piano dei vuoti urbani attraverso un intervento di pianificazione pubblica strategica e attuativa, al fine di avviare percorsi rigenerativi tali da costituire una preziosa risorsa urbana, culturale ed economica nei processi di trasformazione della città;
  • Piano dell’espansione del verde che includa l’acquisizione al patrimonio pubblico di ettari di territorio nel quale procedere alla piantumazione di boschi urbani e nel quale individuare aree da affidare in concessione a cooperative sociali per lo sviluppo dei vivai;
  • Rigenerazione aree industriali, attraverso bonifiche e riconversioni accompagnate da un processo e da una progettualità pubblica per offrire alle aziende aree potenzialmente competitive con le altre realtà italiane e internazionali;
  • Piano delle alluvioni attraverso un programma di interventi per la riduzione del rischio idraulico, con risorse pubbliche e private;
  • Piano spiaggia: il Comune di Pescara, da una parte deve facilitare e  snellire gli interventi degli operatori del settore, eliminando le lungaggini e una burocrazia asfittica e, dall’altro, deve favorire il recupero del rapporto con il mare, riducendo il suolo occupato dagli stabilimenti balneari e soprattutto la visuale libera del mare.